2007-03 La prima della Honda Civic Type R



26-04-2007


La prima della Honda Civic Type R.
E’ tempo di un primo bilancio.

Cuneo – E’ tempo di un primo bilancio "a caldo" due giorni dopo la conclusione del rally 1000 Miglia, prova del campionato europeo ed italiano, che ha visto il debutto della nuovissima Honda Civic Type R del Team Jas Motorsport guidata dall’equipaggio Luca Betti e Simone Cuneo, gommata dall’italiana Pirelli.
La vettura, 2000 di cilindrata e trazione anteriore, iscritta in gruppo A è in realtà già in configurazione per i nuovi regolamenti che vedranno la luce nel 2008, quando farà comparsa il gruppo R, categoria che ha da subito molto interessato i vertici Honda; di conseguenza tutto il lavoro di quest’anno è da vedersi in proiezione futura. In un panorama rallistico per certi aspetti un po’ in sofferenza, l’arrivo di un costruttore del calibro di Honda è senza dubbio una nota positiva e l’ambiente non potrà che trarne giovamenti. La gara bresciana ha palesato sia la bontà della vettura, sia la gioventù del progetto: il ritiro per la rottura di un componente non ancora sviluppato appieno era già stata messa in preventivo, ma il team ha preferito al solito test a porte chiuse, un confronto diretto con gli altri mezzi, sicuramente più collaudati e una valutazione generale direttamente su un campo gara che è sicuramente un confronto più realistico di tutte le simulazioni che si possano fare. Il risultato è infatti stato quello di ritornare a casa carichi di dati ed informazioni sui quali lavorare, in tutti quegli aspetti che solo i rally veri, e non i test, sanno offrire. Informazioni utili che toccano la logistica, la metodologia del lavoro veloce ma preciso dei parchi assistenza, le mille variabili di una prova speciale, la stanchezza delle tante ore di lavoro in condizioni spesso disagiate, il collaudo dei tantissimi particolari presenti in una struttura come quella della Jas Motorsport, una struttura professionale e vincente nei tanti campionati disputati i circuito, ma al debutto nei rally.
Così racconta Luca Betti il suo 1000 Miglia ed il suo debutto con la vettura nipponica: "Premetto che non sono assolutamente deluso per il ritiro. Ci stava, era stato messo in preventivo ed è successo. L’importante era avere una conferma dei particolari già sviluppati e di tutte le cose buone evidenziate nei test che la Jas, con un notevole impegno, ci ha permesso di disputare. Il problema è infatti venuto in un momento del rally che non si riesce a parametrare e simulare in un test: quando arrivi a fine prova speciale, con tutte le temperature al massimo, ti devi fermare al controllo stop per farti annotare il tempo realizzato sulla tabella. In quei momenti la macchina sta ferma per quasi un minuto senza prendere aria fresca e certe parti possono danneggiarsi come, nel nostro caso, le pompe della benzina. Questo è un problema, ad esempio, che si nota anche in Formula 1, quando le macchine si fermano al pit stop e subito dopo palesano dei problemi. Se avessimo scelto di fare un’altra sessione di test privati anziché partecipare ad una gara vera, questo problema non si sarebbe presentato e quindi, volenti o nolenti, abbiamo finalizzato la nostra partecipazione alla bella gara bresciana. Ma la forza del Team e la volontà di fare vengono dal fatto della pianificazione della sessione di test previsti già per domani. Percorreremo tanta strada quanto quella che ci mancava per finire la gara bresciana, per vedere il reale affaticamento della vettura. Dopodiché la Civic verrà smontata pezzo per pezzo ed analizzata a fondo in vista della prossima gara. Abbiamo comunque avuto delle piacevoli conferme: il motore si presenta come uno dei punti di forza della vettura, il cambio è preciso e rapido mentre dobbiamo lavorare ancora un pochino sull’assetto, ma si tratta solo di messe a punto. Il feeling con le gomme è perfetto: la Pirelli ci è stata sempre vicino ed i risultati si sono visti, veramente un grazie al loro lavoro. Mi è piaciuto veramente stare con la Jas anche sul campo di gara: in nostri rapporti, già ottimi, si sono ancora di più rafforzati. E’ bello vedere la metodologia di lavoro di un team vincente e completo, della voglia di fare e dell’entusiasmo dei meccanici e della competenza e professionalità degli ingegneri. Mi sono stati tutti molto vicini e la presenza dei due team manager, l’ing. Alessandro Mariani e il Dott. Maurizio Ambrogetti, ne danno una conferma.
Un’altra nota positiva è venuta dai media: mi sono reso conto di come tutti abbiano ben accolto la nostra entrata in scena ed anche il loro interesse nel nostro programma mi da la conferma della positività nostre scelte. Non sono di certo andato a Brescia con l’intento di fare dei tempi eclatanti in prova speciale, non era quello il nostro obiettivo. Ci eravamo prefissati di fare più strada possibile e ci siamo andati molto vicino. Avevamo anche già stabilito di forzare un pochino di più nel secondo passaggio delle tre prove della seconda tappa, S. Zeno, Irma e Capovalle, per iniziare ad avere un confronto con le altre macchine in corsa, ma questo obiettivo è stato ovviamente rinviato al prossimo appuntamento. Ho con piacere ritrovato in macchina con me Simone Cuneo, con il quale avevo già disputato una stagione intera nel 1999. Simone è innanzitutto un amico e una persona simpatica e corretta, mi sono trovato bene. Abbiamo un ottimo rapporto ed ora vedremo se continuare insieme o meno.
Adesso bisogna pensare alla Turchia, la prossima tappa dello sviluppo della Civic. Sicuramente sarà un altro impegno difficile: se gli sterrati saranno simili a quelli sui quali ho già corso nella zona di Antalya, ci attende una gara difficile soprattutto per l’affidabilità della macchina. Gli sterrati turchi sono rinomati per essere degli "sfasciamacchine", ma è quello che cerchiamo per raggiungere prima possibile un elevato grado di robustezza della vettura."


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