2006-07 Cameron Dunn alla vigilia del LV Act 12



10-07-2006


Cameron Dunn alla vigilia del LV Act 12

Valencia, 20 giugno 2006

Cameron Dunn, uno dei personaggi chiave del Mascalzone Latino-Capitalia Team, parla del lavoro che ha preceduto il LV Act 12.

Cameron è alla sua terza campagna per l'America's Cup. Nel 2000 faceva lo stratega sul challenger Abracadabra. Nel 2002/2003 ha partecipato nel ruolo di traveller-stratega alla campagna Oracle Racing. Nel 2004, nel ruolo di coach, ha curato la preparazione della squadra olimpica neozelandese.

Cosa avete fatto per prepararvi al Louis Vuitton Act 12?

“Le condizioni meteo delle due precedenti settimane sono state difficili e hanno costretto quasi tutti a rallentare l’attività. Tutti avremmo voluto poter fare più ore in mare… ma gli ultimi giorni sono stati buoni. Abbiamo regatato contro Victory, Areva, +39, Uitg e Shosholoza facendo molti prestart e regate brevi. L’idea era di mantenere il “momentum” degli Atti 11&12 e mi sembra che ci siamo riusciti…

“I ragazzi stanno imparando moltissimo. La curva di apprendimento è in continua crescita. Sento tutti molto positivi, consapevoli di aver fatto grandi passi avanti, e motivati su quello che va fatto fino all’anno prossimo. E ogni tipo di confronto in mare è importante: certe volte si vince, altre si perde ma comunque si continua ad imparare… Comunque il morale è alto e siamo soddisfatti di come stanno andando le cose…”.

Avete lavorato in qualche settore particolare?

“Dopo aver attentamente analizzato gli atti 10&11 abbiamo cercato di focalizzarci là dove non eravamo soddisfatti o avevamo capito come si poteva migliorare… cose quali alcune manovre e certe tecniche di partenza… ma non posso essere più specifico… otherwise I’d have to… kill you!”.

Puoi spiegarci come mai correte nuovamente con Ita 77?

"La ragione per la quale usiamo ancora Ita 77 mi sembra chiara: con Ita 90 abbiamo fatto una serie di test di carico ed alcuni speed test con la 77 e siamo contenti di quello che abbiamo visto. Abbiamo però anche avuto un problema nell’area del trasto della randa che ha richiesto un certo tempo di “fermo” della barca. Quindi abbiamo pensato che fosse imprudente rimetterla in acqua e continuare a provarla in regata: semplicemente non avremmo avuto la conoscenza e la confidenza necessarie…

“E nello stesso tempo invece adesso ci sentiamo in confidenza con la 77: l’abbiamo migliorata e conosciamo le sue prestazioni. Dunque usarla nuovamente è stata una decisione facile: ci saremmo sentiti degli sciocchi ad affrontare un atto come il prossimo con una barca che non abbiamo provato fino in fondo, in tutte le condizioni, ad esempio con vento sui 20 nodi ed onda formata…

“Pensiamo a quello che è successo a Team New Zealand nella finale del 2003: il vento era di più del previsto, hanno cominciato a rompere pezzi e… tutti sappiamo come è finita! Puoi avere tutti i buoni velisti del mondo che vuoi nel team ma visto da fuori, in caso di danni, questo non conta proprio niente!

Dunque siamo felici di tornare a regatare con Ita 77 e speriamo di fare ancora meglio di quanto abbiamo fatto a maggio…”.

Cosa vi aspettate dall’Atto 12?

“Questa è una domanda difficile… Una situazione molto simile a quella degli ultimi due atti, penso che Alinghi, Bmw Oracle, Emirates Team New Zealand e Luna Rossa avranno ancora un certo margine su gli altri… sopratutto se avremo del vento. La curiosità maggiore dunque in questo momento la rappresentano gli spagnoli che useranno la nuova barca. Areva, +39, Uitg e Shosholoza sono nella stessa situazione nella quale si trovavano in maggio.

“Certo, per noi confermarci al quinto posto sarebbe un’ottima cosa, un segnale più che positivo, ma anche se dovessimo finire col batterci per il sesto o il settimo posto potremmo realisticamente considerarlo un buon risultato.

“Siamo convinti di avere un ottimo potenziale e posso assicurare che, se le condizioni fossero leggere, potremmo dare qualche soddisfazione, magari inaspettata. E, d’altra parte, l’abbiamo già dimostrato nel match contro Alinghi in maggio quando abbiamo tagliato il traguardo ad una lunghezza da loro…”.


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